Sogni lucidi a piacere

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Di seguito un’interessante ricerca riportata dal giornale “Le Scienze”, edizione italiana di Scientific American, in cui ci si riferisce ad un particolare genere di consapevolezzza, quella mantenuta durante il sogno, e descritta già in antichi testi buddhisti, nei quali si possono trovare anche spiegazioni delle pratiche necessarie per indurre a piacere questo fenomeno. Essendo attualmente oggetto di interesse anche per la scienza moderna, non tanto con la motivazione spirituale di sfruttare il tempo guadagnato per dedicarlo allo studio e alla pratica, ma piuttosto come possibile strada per comprendere ed eventualmente curare alcuni disturbi clinici, nell’articolo viene spiegato come si è trovato il modo di indurre consapevolezza attraverso la metodica, piuttosto recente, della stimolazione magnetica transcranica.

“La stimolazione transcranica di alcune aree cerebrali permette di passare dal sogno tipico del sonno al cosiddetto sogno lucido, quello in cui si è consapevoli di sognare e che si può perfino controllare. Questa dimostrazione di un nesso causale fra lo sviluppo di specifiche forme d’onda cerebrali prodotte dalla stimolazione transcranica e l’acquisizione della consapevolezza di sé ha un potenziale interesse clinico per vari disturbi psichici, a partire da quello da stress post-traumatico.

C’è un correlato elettroencefalico alla consapevolezza autoriflessiva, ossia alla consapevolezza di essere coscienti. Questa facoltà cognitiva superiore sembra in particolare legata a onde cerebrali delle regioni fronto-temporali di oscillazioni sincrone nella banda di frequenze compresa fra i 25 e i 40 hertz. A determinarlo è stato uno studio effettuato da neuroscienziati dell’Università “J.W. Goethe” di Francoforte e delle università di Göttingen e di Düsseldorf – e pubblicato su “Nature Neuroscience” – in cui è stata dimostrata la possibilità di indurre a piacimento sogni lucidi con la tecnica della stimolazione transcranica con correnti dirette. 

Il sogno lucido è uno stato di coscienza a cavallo fra veglia e sonno, del sonno REM in particolare. Durante i sogni, siamo completamente assorbiti da quello che ci si presenta immediatamente alla coscienza, ma non siamo in grado di riflettere su noi stessi come oggetto, né siamo in grado di controllare volontariamente l’accesso della coscienza al nostro passato o ai nostri piani per il futuro. Ci troviamo cioè nel cosiddetto “stato primario di coscienza”. 

Solo con il risveglio entriamo in una modalità secondaria di coscienza caratterizzata da funzioni cognitive superiori come la consapevolezza autoriflessiva, il pensiero astratto, la metacognizione e la volontà. 

In quel singolare fenomeno che sono i sogni lucidi, coesistono aspetti dei due stati di coscienza che consentono a chi dorme di essere consapevole del fatto che sta sognando mentre è ancora immerso nel sogno e, a volte, anche di prendere il controllo della trama onirica.

Studi elettroencefalografici e di risonanza magnetica funzionale (fMRI) hanno dimostrato che i sogni lucidi sono accompagnati da una maggiore sincronia di fase nelle onde cerebrali che si sviluppano nell’area fronto-temporale, ma finora non si sapeva quale fosse la relazione fra i due fenomeni, in particolare se fosse l’emersione di quella sincronia a a indurre il sogno lucido o, al contrario se ne fosse solo una conseguenza.

Nel corso di una serie di esperimenti su 27 volontari, i ricercatori hanno verificato che è possibile il passaggio a uno stato di sogno lucido di una persona in fase REM grazie all’uso di una stimolazione transcranica attraverso elettrodi sullo scalpo, ovvero l’invio di una corrente alternata di bassa intensità, capace di indurre specifiche alterazioni nei tracciati elettroencefalografici. In questo modo hanno ottenuto la prima dimostrazione di un nesso causale fra lo sviluppo di specifici modelli di forme d’onda cerebrali e acquisizione della consapevolezza di sé.

Oltre all’interesse teorico, osservano gli autori, la scoperta ha potenziali ricadute cliniche, dato che questo tipo di stimolazione potrebbe facilitare la ricalibrazione di ritmi cerebrali compromessi da una connettività neuronale che opera in modo anomalo. 

In particolare, la tecnica potrebbe essere usata per il disturbo da stress post-traumatico, innescando il sogno lucido durante gli incubi, in modo da cambiarne attivamente il contenuto. Ma vanno studiate anche altre applicazioni, come la possibilità che la stimolazione della corteccia prefrontale dorsolaterale sia di aiuto nella schizofrenia, o che la sincronizzazione o la soppressione dell’attività dei gangli della base permetta di alleviare i sintomi del disturbo ossessivo-compulsivo.”

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