Archivi categoria: Curiosità

Ascolta dalla presenza

plant_sprout_green_83146_1920x1080_cut

Sii presente. Sii qui.
Senti i tuoi piedi sul terreno,
la tua pancia che si alza e si abbassa.
Sii aperto e ricettivo
Alla vita intorno a te.
Il suono, l’odore, i sapori.
Sentimenti che si sollevano inaspettatamente.
Un fremito nella pancia.
Una contrazione nella gola.
Pesantezza sulla testa.
Una vecchia tristezza che ci viene a far visita.
Sii curioso quando il momento danza.

Ascolta. Ascolta con tutto il tuo corpo.
Ascoltati. Ascolta gli altri.
Ascolta il silenzio fra le parole.
Lascia che il silenzio rimanga più a lungo.
Non c’è fretta. Non c’è nessun “miglior” momento a cui tendere.
Il silenzio non ha sempre bisogno di essere riempito.
Sii nudo. Più lento.
Sappi un pochino meno di ciò che stai per dire.
Sii meno preparato, più incasinato,
più incline ad esporre il tuo cuore vulnerabile.
Sii sorpreso della tua stessa risposta.
Non ottundere te stesso con le solite vecchie storie.
Combatti per i tuoi bisogni. E’ giusto. Tu sei contenuto.
Lascia le tue parole emergere dal silenzio e ritornarvi.

Nota se stai parlando solo per evitare il silenzio.
Nota se rigurgiti storie che ti sono state raccontate prima.
Nota se stai cercando di fare colpo o vincere amore.
O evitare di essere visto per ciò che davvero sei.

Amico è nel silenzio che davvero ci incontriamo.
Il vero intendimento è oltre la mente.
L’amore è senza parole; e non ha più bisogno di parlare.
Ascolta il silenzio; è vulcanico.

– Jeff Foster

Il dubbio: quando cuore e mente sono aggrovigliati nell’indecisione

A volte scelte e decisioni ci sembrano così difficili che mente e cuore sembrano dimorare in un bosco intricato, avviluppati da emozioni contrastanti, e dove non riusciamo a capire quale sia la scelta migliore da fare, che rispecchia davvero il nostro bisogno e desiderio più profondo.

E’ allora che la consapevolezza profonda ci viene in aiuto, permettendoci di accostarci senza pregiudizi al nostro vero sé e alla nostra saggezza più profonda…è così che comprendiamo quale sia la cosa migliore per noi e  come, a volte, sia la strada dimenticata, forse la più difficile e meno percorsa quella più autentica, che ci avvicina alla pace e alla gioia…

La strada che non presi

Due strade divergevano in un bosco giallo

e mi dispiaceva non poterle percorrere entrambe

ed essendo un solo viaggiatore, rimasi a lungo

a guardarne una fino a che potei

Poi presi l’altra, perché era altrettanto bella,

e aveva forse l’ aspetto migliore,

perché era erbosa e meno consumata;

Sebbene il passaggio le avesse rese

quasi simili

ed entrambe quella mattina erano lì uguali

con foglie che nessun passo aveva annerito.

Oh, misi da parte la prima per un altro giorno!

Pur sapendo come una strada porti ad un’altra,

dubitavo se mai sarei tornato indietro.

Lo racconterò con un sospiro

da qualche parte tra anni e anni:

due strade divergevano in un bosco, e io –

io presi la meno percorsa,

e quello ha fatto tutta la differenza.

Robert Frost

La strada meno percorsa...

The Road Not Taken

Two roads diverged in a yellow wood,

And sorry I could not travel both

and be one traveler, long I stood

And looked down one as far as I could

Then took the other, as just as fair,

And having perhaps the better claim,

Because it was grassy and wanted wear,

Though as for the passing there

Had worn them really about the same,

And both that morning equally lay

In leaves no step had trodden black.

Oh, I kept the first for another day!

Yet knowing how way leads on to way,

I doubted if I should ever come back.

I shall be telling this with a sigh

Somewhere ages and ages hence:

Two roads diverged in a wood, and I–

I took the one less traveled by,

and that has made all the difference.

Robert Frost

Alle radici della creatività, Arte e Mindfulness

IMG_20141206_170940111

In base alla mia esperienza, trovo che tra la Mindfulness e l’espressione artistica e creativa esista un continuum che passa attraverso la centratura, il rilassamento e la curiosità per il momento presente, alla radice di ogni processo creativo in cui si mantenga una seria esplorazione delle possibilità offerte dalla tecnica, che deve essere già posseduta con un buon livello di padronanza.

Sono molti anni che nei miei seminari offro una combinazione di tecniche meditative e di tecniche artistiche, per favorire l’espressione in modalità non verbale di emozioni talvolta difficili da descrivere a parole, talvolta dolorose o un po’ sfuocate…

A volte l’espressione creativa viene proposta prima della meditazione, per facilitare la focalizzazione e la calma in un modo familiare.

Corso dedicato al Tong Len all'ILTK di Pomaia nel 2006

Spesso invece la mediazione artistica segue l’esperienza meditativa, permettendo di esprimere in modalità sensoriale gli stati mentali ottenuti durante la meditazione, dando visibilità a ciò che potrà essere raggiunto nuovamente ma che è difficile, talvolta, esprimere col linguaggio discorsivo anche a se stessi. Allo stesso tempo, durante l’espressione creativa viene mantenuto un livello di attenzione profondo e univoco, proporzionato naturalmente alle capacità di ciascuno e paragonabile alla centratura che si ottiene dall’esercizio della consapevolezza sul corpo in movimento.

IMG_20141206_175513849

Ho progettato una serie di 8 incontri dedicati alla Gentilezza verso di sé con particolare cura verso le relazioni, viste come l’espressione dinamica rivolta agli altri del rapporto che abbiamo verso noi stessi. Sono basati sulla consapevolezza non giudicante della Mindfulness e sull’espressione artistica che porta all’esterno l’esperienza vissuta interiormente, mantenendo l’accento nel presente. Uno degli incontri è un intensivo di 7 ore, in cui verrà coltivata la creatività lasciando che sbocci nel silenzio delle parole e, quando non si tratta di un percorso individuale, possa essere condiviso nell’accoglienza silenziosa del gruppo.

 

 

 

La Maionese Mindful e i rischi della Mindfulness

 

Mindful Mayo

Ultimamente la Mindfulness va di moda un po’ in tutte le salse (è davvero il caso di dirlo) e per me, che come altri anche prima di me, mi sono avvicinata al Dharma e alla meditazione da 20 anni, e cioè in tempi non “sospetti”, quando neanche i monaci tibetani erano ancora di moda, talvolta la vera difficoltà è comunicare la semplice profondità della meditazione e dei suoi tesori attraverso questa etichetta.

Dopo tanti anni di pratica, studio, verifica e poi insegnamento della meditazione, mi rendo conto che per chi vi si avvicina titubante e curioso i rischi sono diversi…

Da una parte la tentazione della Religione, o meglio del dogmatismo, il detentore della verità e della purezza del lignaggio che porta con sé un senso di superiorità e distacco dalla realtà del samsara. Il quale, guardandolo da vicino, è forse insuperabile nel rendere gli animi crudeli ed orgogliosi. E non necessariamente il dogmatismo accompagna soltanto i sistemi contemplativi tradizionali, anche il sistema Mindfulness talvolta si  organizza autonomamente in questo senso, creando elites basate su formazioni sempre più costose con un’architettura gerarchica, che ricalca schemi già conosciuti…e ben lontane dalla pratica di Dana della tradizione che ha proposto la Mindfulness per prima (loro la chiamavano Sati…)

Dall’altra la tentazione della Scienza, che quando dimentica la curiosità e l’apertura vuole trasformare la Mindfulness in un mero esercizio cognitivo, che può essere appreso attraverso una App in vendita online e ripetuto meccanicamente senza ovviamente poter comprendere quasi per nulla le potenzialità del non avere aspettative, finché un’ altra App offerta magari dagli stessi sviluppatori in sconto, attrarrà l’attenzione del cliente verso un’altro aspetto del brain training che possa essere sviluppato…per ottenere forse un SuperBrain!

Così, aggrappandomi con tutte le mie forze a quel che trovo di non giudicante nella mia mente, deduco che forse, come sempre, la giusta via è quella di mezzo, tra la mente e il cuore.

Riconoscendo in sé il luogo di pratica più adatto perché imperfetto, dove le innate potenzialità universali di radiosa presenza e comprensione profonda si incontrano, per arrivare ad una comprensione gentile ed amorevole di noi stessi e del mondo, al di là di limiti e fallimenti che non ci intrappolano più.

Nel momento presente esiste ogni risorsa necessaria, senza dover restare immobili e congelati nell’attesa di un momento perfetto di un’occasione ideale del sentiero perfetto, accettando il cambiamento universale di cui siamo un frammento consapevole.

Quindi è forse opportuno per chi si sta avvicinando alla pratica interiore attraverso la Mindfulness, dopo aver scelto accuratamente uno o più di uno buoni maestri, preparati ed esperti…seguire-sentire-praticare il sentiero, e non chi lo indica…

Il sentiero del calmo dimorare