Archivio mensile:maggio 2015

Yoga e Autotrascendenza

Il saluto al Sole

I risultati di una ricerca condotta da La Sapienza e dalla Fondazione Santa Lucia IRCCS
Yoga e neuroscienze: il link non è diretto e immediato ma indubbiamente c’è.  La pratica dello yoga, soprattutto negli individui che raggiungono livelli elevati di esperienza, sembra essere in grado di plasmare sia il corpo che la mente tramite la attività fisica e la meditazione. Una ricerca su persone con esperienza Yoga condotta dall’Università Sapienza di Roma e dall’IRCCS Fondazione Santa Lucia ha dimostrato come lo stile cognitivo, cioè la prospettiva che si prende nell’analizzare una scena, sia in diretta relazione con l’inclinazione dell’uomo verso gli aspetti più spirituali dell’esistenza misurata da un costrutto psicologico definito auto-trascendenza.

I partecipanti allo studio sono stati selezionati sulla base della loro esperienza con Asthanga yoga, una pratica che mette un accento particolare sul corpo e le sensazioni che da esso provengono. L’Ashtanga viene infatti praticato in luoghi senza specchi così che la corretta esecuzione delle posizioni (asanas) sia affidata completamente alla capacità del praticante di “sentire” il proprio corpo senza vederlo. La ricerca ha coinvolto 21 praticanti di yoga e un gruppo di controllo composto da soggetti senza esperienza in pratiche meditative e/o sportive.

L’esercitazione attraverso la quale è stato misurato lo stile cognitivo dei partecipanti ha valutato l’integrazione di informazioni provenienti da diversi sistemi sensoriali come la vista, il sistema vestibolare e la consapevolezza della posizione del corpo nello spazio; durante l’esercitazione si chiedeva al partecipante di ruotare un’asta fissata al centro di una cornice quadrata, fino a portarla in posizione verticale. L’esperimento è stato condotto in una stanza buia dove non era possibile accedere ad alcuna informazione visiva, ad esclusione degli stimoli presentati al soggetto.

Lo studio ha rivelato che i praticanti di yoga sono assai più accurati quando si tratta di stimare la verticalità e che hanno dei punteggi di auto trascendenza più alti rispetto al gruppo di controllo. La scoperta più interessante riguarda la relazione tra lo stile cognitivo utilizzato nella percezione dell’ambiente e l’auto-trascendenza; tanto più le persone sono auto-trascendenti e tanto più elaborano l’immagine sulla base dei suoi dettagli.

E’ importante sottolineare che la relazione tra stile cognitivo e auto-trascendenza non è stata trovata nel gruppo di controllo. Ed è possibile affermare che chi pratica lo yoga mostra una predisposizione a vivere la propria vita a contatto con l’aspetto più spirituale della propria esistenza. I ricercatori hanno ipotizzato che la relazione tra auto trascendenza e stile cognitivo sia dovuta ad una particolare capacità dei praticanti di yoga di essere più a contatto con il proprio corpo rispetto ai controlli e, per questo motivo, sono in grado di analizzare meglio le informazioni corporee.

E’ verosimile che tali indicazioni possano permettere una loro applicazione anche nella riabilitazione di pazienti con lesioni del Sistema Nervoso.

La ricerca è stata condotta da Francesca Fiori (Sapienza Università di Roma e IRCCS Fondazione Santa Lucia) e Salvatore Maria Aglioti (Sapienza Università di Roma e IRCCS Fondazione Santa Lucia), con la collaborazione di Nicole David (Dipartimento di Neurofisiologia e Patofisiologia, University Medical Center Hamburg-Heppendorf, Germania).

Fiori F., David N., Aglioti S.M (2014) Processing of proprioceptive and vestibular body signals and self-transcendence in Ashtanga yoga practitioners. Front. Hum. Neurosci. 8:734. Doi: 10:3389/fnhum.2014.00734
ref. link http://www.hsantalucia.it/modules.php?name=News&file=article&sid=923