Archivi categoria: Cura di sé

Gentilezza in prima persona

La gentilezza è considerata un elemento fondamentale e positivo nei rapporti sociali, e questo avviene in tutte le culture e sistemi filosofici o spirituali…ma che cosa potrebbe succedere se provassimo ad essere gentili anche con noi stessi oltre che verso gli altri, trasformando il nostro dialogo interiore di critica e disapprovazione in uno sguardo accogliente e affettuoso anche verso noi stessi, verso i nostri limiti ed i nostri errori? Di seguito qualche citazione sulla gentilezza, (ne possiamo trovare moltissime in internet) proviamo ad applicare verso noi stessi queste intenzioni…e vediamo se accade qualcosa!

Nessun atto di gentilezza, per piccolo che sia, è mai sprecato. (Esopo)

Sii gentile quando possibile. È sempre possibile. (Dalai Lama)

Quale saggezza puoi trovare che sia più grande della gentilezza? (Jean Jacques Rosseau)

Nella vita umana tre cose sono importanti. La prima è essere gentili. La seconda è essere gentili. e la terza è essere gentili. (Henry James)

Tenerezza e gentilezza non sono sintomo di disperazione e debolezza, ma espressione di forza e di determinazione.(Khalil Gibran)

La gentilezza viene incoraggiata nei rapporti sociali e interpersonali poiché favorisce la cooperazione e l’aiuto reciproco, basi di un solido sistema sociale, più forte del singolo individuo. Quindi possiamo pensare che coltivare un buon rapporto con noi stessi sia alla base di una maggiore centratura e di una migliore adesione ai propri principi e ai propri scopi. Spesso, con l’intenzione di pungolare un po’ la nostra performance, adottiamo verso noi stessi atteggiamenti di autocritica e di biasimo che non useremmo verso altre persone, arrivando addirittura ad umiliarci interiormente. Questo discorso interiore però ha il risultato di mantenere altro il nostro livello di stress, rendendoci più vulnerabili a perdite ed errori, che non riusciamo ad integrare nella nostra esperienza…in pratica, la nostra vita peggiora e spesso abbiamo la sensazione che ciò che vogliamo ottenere ci sfugga tra le dita, dato che non riusciamo ad essere flessibili e a cambiare i nostri obiettivi adattandoci alla realtà, e preferiamo restare ancorati a illusioni rapidamente obsolete…

Una giornata di pratica intensiva dedicata alla gentilezza e all’accettazione di sè, il 31 marzo 2019 a Niccioleta (GR) Informazioni

Il dubbio: quando cuore e mente sono aggrovigliati nell’indecisione

A volte scelte e decisioni ci sembrano così difficili che mente e cuore sembrano dimorare in un bosco intricato, avviluppati da emozioni contrastanti, e dove non riusciamo a capire quale sia la scelta migliore da fare, che rispecchia davvero il nostro bisogno e desiderio più profondo.

E’ allora che la consapevolezza profonda ci viene in aiuto, permettendoci di accostarci senza pregiudizi al nostro vero sé e alla nostra saggezza più profonda…è così che comprendiamo quale sia la cosa migliore per noi e  come, a volte, sia la strada dimenticata, forse la più difficile e meno percorsa quella più autentica, che ci avvicina alla pace e alla gioia…

La strada che non presi

Due strade divergevano in un bosco giallo

e mi dispiaceva non poterle percorrere entrambe

ed essendo un solo viaggiatore, rimasi a lungo

a guardarne una fino a che potei

Poi presi l’altra, perché era altrettanto bella,

e aveva forse l’ aspetto migliore,

perché era erbosa e meno consumata;

Sebbene il passaggio le avesse rese

quasi simili

ed entrambe quella mattina erano lì uguali

con foglie che nessun passo aveva annerito.

Oh, misi da parte la prima per un altro giorno!

Pur sapendo come una strada porti ad un’altra,

dubitavo se mai sarei tornato indietro.

Lo racconterò con un sospiro

da qualche parte tra anni e anni:

due strade divergevano in un bosco, e io –

io presi la meno percorsa,

e quello ha fatto tutta la differenza.

Robert Frost

La strada meno percorsa...

The Road Not Taken

Two roads diverged in a yellow wood,

And sorry I could not travel both

and be one traveler, long I stood

And looked down one as far as I could

Then took the other, as just as fair,

And having perhaps the better claim,

Because it was grassy and wanted wear,

Though as for the passing there

Had worn them really about the same,

And both that morning equally lay

In leaves no step had trodden black.

Oh, I kept the first for another day!

Yet knowing how way leads on to way,

I doubted if I should ever come back.

I shall be telling this with a sigh

Somewhere ages and ages hence:

Two roads diverged in a wood, and I–

I took the one less traveled by,

and that has made all the difference.

Robert Frost

Nutrire il proprio equilibrio

IMG_20140803_195736335_HDREntrare in contatto con la nostra sofferenza può aiutarci a nutrire la nostra compassione e può metterci in grado di riconoscere la felicità quando c’è. Se non siamo in contatto con il dolore, non possiamo sapere che cosa sia la vera felicità: il contatto con la sofferenza, quindi, è la nostra pratica.

Ognuno di noi però ha dei limiti, non possiamo fare più di quanto possiamo. Ecco perchè dobbiamo prenderci cura di noi stessi.

Se ascolti troppo la sofferenza e la rabbia degli altri, ne verrai contagiato; sarai in contatto soltanto con la sofferenza, forse non avrai l’opportunità di essere in contatto anche con altri elementi positivi’ e questo distruggerà il tuo equilibrio.

Nella vita quotidiana, dunque, devi praticare in modo da essere in contatto anche con elementi che non esprimano continuamente sofferenza: gli uccelli, il cielo, gli alberi, i fiori, i bambini, qualunque cosa porti freschezza, guarigione e nutrimento in te e intorno a te.

Thich Nhat Hanh, “Spegni il fuoco della rabbia”, 2001