Archivio mensile:ottobre 2015

Emozioni nel corpo

Il primo fondamento della presenza mentale è il corpo…un bellissimo esercizio di consapevolezza trasformato in esperimento!

girovita

Nummenmaa et al_Bodily map of emotion

Quante volte abbiamo percepito le emozioni nel corpo?

Leggerezza o senso di essere bloccati, tachicardia, rossori, lo stomaco che si chiude e la bocca che si secca…Le emozioni sono spesso (o sempre?) percepite nel corpo, ed in molti approcci teorici è stato proposto che il feedback somatosensoriale sia il principale attivatore delle esperienze emotive coscienti, che verranno poi etichettate in seguito alle valutazioni personali, dovute alla storia individuale.

In questo lavoro di Lauri Nummenmaa et al. (2013), sono state create mappe di sensazioni corporee associate con emozioni diverse utilizzando un metodo self-report topografico unico. In cinque esperimenti, ai 701 partecipanti sono stati mostrate due sagome di corpi accanto a parole emotive, storie, film, o espressioni facciali. Sono stati invitati a colorare le zone del corpo la cui attività si sentivano aumentare o diminuire durante la visualizzazione di ogni stimolo. Emozioni diverse sono state così univocamente associate a mappe statisticamente separabili di sensazioni fisiche, attraverso alcuni…

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Guidare il respiro alla verità

Luna piena

“Nonostante la malattia di corpo o mente, a dispetto di accecante disperazione o di fede abituale, tu sei interezza.

Non lasciare che nulla ti separi dalla verità. L’anima, illuminata da dentro anela ad essere conosciuta per quello che è.

Eterno, incontaminato dal fuoco o dalle tempeste della vita, c’è un luogo all’interno dove quiete e pace durevole risiedono. Si può guidare il respiro ad andare lì.

Nonostante il dubbio o i giri mentali senza speranza, non sei spezzato. Lo spirito circonda, abbraccia, ti riempie dall’interno verso l’esterno. Rilascia tutto ciò che non è la tua vera natura.  Ciò che resta, la pienezza, luce e ombra, afferma tutto ciò che il tuo naturale diritto. ”
-Danna Faulds  (libera traduzione)

Despite illness of body or mind, in spite of blinding despair or habitual belief, who you are is whole.

Let nothing keep you separate from the truth. The soul, illumined from within, longs to be known for what it is.

Undying, untouched by fire or the storms of life, there is a place inside where stillness and abiding peace reside. You can ride the breath to go there.

Despite doubt or hopeless turns of mind, you are not broken. Spirit surrounds, embraces, fills you from the inside out. Release everything that isn’t your true nature. What’s left, the fullness, light and shadow, claim all that as your birthright.”
Danna Faulds

Aberrazioni temporali osservando il cambiamento

 

 

Metamorfosi eterna

“Se il passato è passato, lo è solo rispetto al presente.

Io dico “passato” appunto perché lo dico adesso, il passato non è che un ricordo nel presente. In sé, il passato in quanto passato non esiste.

E lo stesso vale per il futuro: neppure il futuro, in quanto futuro, esiste.

La nostra “tragedia” è essere sempre di passaggio e non fermarci nel presente, non godere il presente. Io, a questo proposito, ho anche inventato una “parolaccia”: tempiternità.

Pensare che l’eternità venga dopo il tempo è, filosoficamente parlando, un’aberrazione. Se è eternità, è eternità: cioè non è temporale. L’eternità non viene dopo il tempo.

Cogliere i momenti tempiterni in ogni istante è la chiave della felicità. Se io so che sono mortale, come posso consolarmi per il fatto che vivrò ottant’anni oppure di più? Tutto ciò è puramente accidentale!

Ciò che devo fare è approfittare di questo singolo, preciso momento, che è unico. Sono chiamato ad avere consapevolezza dell’unicità.”

Raimon Panikkar

da “Il silenzio e l’ascolto: Conversazioni con Panikkar, Jodorowsky, Mandel e Rocchi”, Franco Battiato

Il dubbio: quando cuore e mente sono aggrovigliati nell’indecisione

A volte scelte e decisioni ci sembrano così difficili che mente e cuore sembrano dimorare in un bosco intricato, avviluppati da emozioni contrastanti, e dove non riusciamo a capire quale sia la scelta migliore da fare, che rispecchia davvero il nostro bisogno e desiderio più profondo.

E’ allora che la consapevolezza profonda ci viene in aiuto, permettendoci di accostarci senza pregiudizi al nostro vero sé e alla nostra saggezza più profonda…è così che comprendiamo quale sia la cosa migliore per noi e  come, a volte, sia la strada dimenticata, forse la più difficile e meno percorsa quella più autentica, che ci avvicina alla pace e alla gioia…

La strada che non presi

Due strade divergevano in un bosco giallo

e mi dispiaceva non poterle percorrere entrambe

ed essendo un solo viaggiatore, rimasi a lungo

a guardarne una fino a che potei

Poi presi l’altra, perché era altrettanto bella,

e aveva forse l’ aspetto migliore,

perché era erbosa e meno consumata;

Sebbene il passaggio le avesse rese

quasi simili

ed entrambe quella mattina erano lì uguali

con foglie che nessun passo aveva annerito.

Oh, misi da parte la prima per un altro giorno!

Pur sapendo come una strada porti ad un’altra,

dubitavo se mai sarei tornato indietro.

Lo racconterò con un sospiro

da qualche parte tra anni e anni:

due strade divergevano in un bosco, e io –

io presi la meno percorsa,

e quello ha fatto tutta la differenza.

Robert Frost

La strada meno percorsa...

The Road Not Taken

Two roads diverged in a yellow wood,

And sorry I could not travel both

and be one traveler, long I stood

And looked down one as far as I could

Then took the other, as just as fair,

And having perhaps the better claim,

Because it was grassy and wanted wear,

Though as for the passing there

Had worn them really about the same,

And both that morning equally lay

In leaves no step had trodden black.

Oh, I kept the first for another day!

Yet knowing how way leads on to way,

I doubted if I should ever come back.

I shall be telling this with a sigh

Somewhere ages and ages hence:

Two roads diverged in a wood, and I–

I took the one less traveled by,

and that has made all the difference.

Robert Frost

Alle radici della creatività, Arte e Mindfulness

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In base alla mia esperienza, trovo che tra la Mindfulness e l’espressione artistica e creativa esista un continuum che passa attraverso la centratura, il rilassamento e la curiosità per il momento presente, alla radice di ogni processo creativo in cui si mantenga una seria esplorazione delle possibilità offerte dalla tecnica, che deve essere già posseduta con un buon livello di padronanza.

Sono molti anni che nei miei seminari offro una combinazione di tecniche meditative e di tecniche artistiche, per favorire l’espressione in modalità non verbale di emozioni talvolta difficili da descrivere a parole, talvolta dolorose o un po’ sfuocate…

A volte l’espressione creativa viene proposta prima della meditazione, per facilitare la focalizzazione e la calma in un modo familiare.

Corso dedicato al Tong Len all'ILTK di Pomaia nel 2006

Spesso invece la mediazione artistica segue l’esperienza meditativa, permettendo di esprimere in modalità sensoriale gli stati mentali ottenuti durante la meditazione, dando visibilità a ciò che potrà essere raggiunto nuovamente ma che è difficile, talvolta, esprimere col linguaggio discorsivo anche a se stessi. Allo stesso tempo, durante l’espressione creativa viene mantenuto un livello di attenzione profondo e univoco, proporzionato naturalmente alle capacità di ciascuno e paragonabile alla centratura che si ottiene dall’esercizio della consapevolezza sul corpo in movimento.

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Ho progettato una serie di 8 incontri dedicati alla Gentilezza verso di sé con particolare cura verso le relazioni, viste come l’espressione dinamica rivolta agli altri del rapporto che abbiamo verso noi stessi. Sono basati sulla consapevolezza non giudicante della Mindfulness e sull’espressione artistica che porta all’esterno l’esperienza vissuta interiormente, mantenendo l’accento nel presente. Uno degli incontri è un intensivo di 7 ore, in cui verrà coltivata la creatività lasciando che sbocci nel silenzio delle parole e, quando non si tratta di un percorso individuale, possa essere condiviso nell’accoglienza silenziosa del gruppo.