Archivio mensile:aprile 2016

Grati al corpo

 

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IL SECONDO OGGETTO DELLA PIENA CONSAPEVOLEZZA

Consapevolezza del corpo

Inspiro e sono consapevole di tutto il mio corpo. Espiro e sono
c
onsapevole di tutto il mio corpo.

Durante la pratica della meditazione, corpo e mente diventano un’unità. Quando ci sediamo o ci mettiamo coricati, quando stiamo in piedi o camminiamo, possiamo praticare la consapevolezza del corpo, cominciando a prendere in considerazione prima le diverse parti anatomiche una per una, e poi l’organismo nel suo complesso. Possiamo cominciare dai capelli e poi scendere fino alla punta dei piedi. Per esempio, nella posizione della meditazione seduta, dopo che avete raggiunto una respirazione regolare, cominciate con l’espirare e osservate: “Espiro e sono consapevole dei miei capelli”, “Inspiro e sono consapevole del contenuto del mio cranio”. Potete continuare così finché non raggiungete la punta dei piedi. Nel corso della pratica, possono sorgere alcune sensazioni o
considerazioni. Per esempio, mentre sto passando attraverso il cuore, d’improvviso mi accorgo che in me è sorta l’ansia per le condizioni del cuore di un caro amico. Non respingo questa sensazione. La riconosco: “Inspiro e sono consapevole di essere in ansia per le
condizioni del cuore del mio amico”. Poi continuate il viaggio di osservazione del corpo, sotto la supervisione della piena consapevolezza del respiro.

Ecco un altro esempio. Mentre divento consapevole dei miei organi digestivi, vedo milioni di minuscoli esseri che vivono con me, nelle mie viscere. Non respingo questa percezione, semplicemente la riconosco: “Inspiro e sono consapevole dei minuscoli organismi che vivono con me e in me”. La consapevolezza della relazione simbiotica con questi organismi può colpirvi come un ricco oggetto di meditazione. Riconoscetelo come tale e datevi un appuntamento per ritornarci più tardi: poi continuate col vostro viaggio di osservazione nel resto del corpo.

Generalmente, diamo poca importanza agli organi del nostro corpo. Ne siamo consapevoli solo quando provocano dolore o quando cominciano ad ammalarsi. Magari passate metà della vita cercando ricchezze e fama e non avete mai carezzato il vostro mignolo del piede in vigile consapevolezza. Il mignolo è molto importante. È stato gentile con voi per tanti anni, e se un giorno notaste che ha qualcosa che potrebbe essere un cancro, cosa fareste?

Forse pensate che essere consapevoli del corpo non sia molto importante. Ma non è vero. Ogni fenomeno fisiologico, psicologico o fisico può diventare una porta che conduce alla verità. Meditando sul vostro dito del piede potete raggiungere la realizzazione. Il segreto di questa pratica è concentrare la mente per osservare ogni organo del corpo in piena consapevolezza. Praticando così, un giorno (forse domani o persino questo pomeriggio) potrete vedere cose profonde e meravigliose, che cambieranno le vostre opinioni e il vostro stile di vita. I vostri capelli sembrano molto comuni, ma dovreste sapere che sono ambasciatori di verità: dategli credito. Osservateli bene e scoprirete il messaggio che ogni singolo capello contiene in sé. I vostri occhi sono comuni fenomeni fisiologici? Sono le finestre che si aprono al miracolo della realtà. Non trascurate niente. Guardate in profondità, e vedrete. Ecco cos’è la pratica della meditazione.

Thich Nhat Hanh

“Respira, sei vivo!”, 1994 Astrolabio

Ascolta dalla presenza

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Sii presente. Sii qui.
Senti i tuoi piedi sul terreno,
la tua pancia che si alza e si abbassa.
Sii aperto e ricettivo
Alla vita intorno a te.
Il suono, l’odore, i sapori.
Sentimenti che si sollevano inaspettatamente.
Un fremito nella pancia.
Una contrazione nella gola.
Pesantezza sulla testa.
Una vecchia tristezza che ci viene a far visita.
Sii curioso quando il momento danza.

Ascolta. Ascolta con tutto il tuo corpo.
Ascoltati. Ascolta gli altri.
Ascolta il silenzio fra le parole.
Lascia che il silenzio rimanga più a lungo.
Non c’è fretta. Non c’è nessun “miglior” momento a cui tendere.
Il silenzio non ha sempre bisogno di essere riempito.
Sii nudo. Più lento.
Sappi un pochino meno di ciò che stai per dire.
Sii meno preparato, più incasinato,
più incline ad esporre il tuo cuore vulnerabile.
Sii sorpreso della tua stessa risposta.
Non ottundere te stesso con le solite vecchie storie.
Combatti per i tuoi bisogni. E’ giusto. Tu sei contenuto.
Lascia le tue parole emergere dal silenzio e ritornarvi.

Nota se stai parlando solo per evitare il silenzio.
Nota se rigurgiti storie che ti sono state raccontate prima.
Nota se stai cercando di fare colpo o vincere amore.
O evitare di essere visto per ciò che davvero sei.

Amico è nel silenzio che davvero ci incontriamo.
Il vero intendimento è oltre la mente.
L’amore è senza parole; e non ha più bisogno di parlare.
Ascolta il silenzio; è vulcanico.

– Jeff Foster