Archivi categoria: mindfulness

Ascolta dalla presenza

plant_sprout_green_83146_1920x1080_cut

Sii presente. Sii qui.
Senti i tuoi piedi sul terreno,
la tua pancia che si alza e si abbassa.
Sii aperto e ricettivo
Alla vita intorno a te.
Il suono, l’odore, i sapori.
Sentimenti che si sollevano inaspettatamente.
Un fremito nella pancia.
Una contrazione nella gola.
Pesantezza sulla testa.
Una vecchia tristezza che ci viene a far visita.
Sii curioso quando il momento danza.

Ascolta. Ascolta con tutto il tuo corpo.
Ascoltati. Ascolta gli altri.
Ascolta il silenzio fra le parole.
Lascia che il silenzio rimanga più a lungo.
Non c’è fretta. Non c’è nessun “miglior” momento a cui tendere.
Il silenzio non ha sempre bisogno di essere riempito.
Sii nudo. Più lento.
Sappi un pochino meno di ciò che stai per dire.
Sii meno preparato, più incasinato,
più incline ad esporre il tuo cuore vulnerabile.
Sii sorpreso della tua stessa risposta.
Non ottundere te stesso con le solite vecchie storie.
Combatti per i tuoi bisogni. E’ giusto. Tu sei contenuto.
Lascia le tue parole emergere dal silenzio e ritornarvi.

Nota se stai parlando solo per evitare il silenzio.
Nota se rigurgiti storie che ti sono state raccontate prima.
Nota se stai cercando di fare colpo o vincere amore.
O evitare di essere visto per ciò che davvero sei.

Amico è nel silenzio che davvero ci incontriamo.
Il vero intendimento è oltre la mente.
L’amore è senza parole; e non ha più bisogno di parlare.
Ascolta il silenzio; è vulcanico.

– Jeff Foster

Integrazioni e intersezioni

Negli ultimi decenni, i metodi e le diverse tecniche della Meditazione e le pratiche della Mindfulness sono entrate nei campi della Psicologia, della Psicoterapia e della Medicina mente-corpo, dimostrando con crescente evidenza clinica la loro efficacia nel ridurre lo stress, riducendo la depressione e l’ansia, migliorando la qualità della vita, migliorando il benessere, migliorando la funzione immunitaria, inducendo l’abbassamento della pressione sanguigna ed altri diversi benefici in ambiti dove sia efficace l’approccio non verbale.
D’altra parte, già in precedenza si era visto il crescente utilizzo delle arti nella guarigione attraverso la promozione di arte terapia, danza / movimento terapia, musicoterapia, teatro terapia, psicodramma, la terapia narrativa e della poesia, e l’integrazione delle diverse arti espressive, in collaborazione con le loro applicazioni cliniche in continua espansione e supportate dalla ricerca.
Oggi i neuroscienziati possono testimoniare gli effetti positivi ed i cambiamenti nella direzione della guarigione che meditatori e arti terapeuti hanno sperimentato sia attraverso la propria esperienza sia per mezzo del loro lavoro con altri.

Attraverso l’uso del Brain imaging , del monitoraggio cardiaco e di altre misure fisiologiche, i neuroscienziati sono in grado di documentare gli specifici cambiamenti che registrano l’efficacia di questi approcci.
Le terapie basate sulla mindfulness si stanno espandendo in psicoterapia, soprattutto nei modelli della psicoterapia cognitiva di terza generazione e sono in aumento le applicazioni relative alla salute, mentre le arti terapie stanno continuando a portare risultati positivi ad una grande varietà di popolazioni cliniche.

Nei miei interventi propongo spesso l’intersezione di questi due approcci di cui ho fatto esperienza personale e che che insegno da molti anni, i quali permettono di avvicinarsi al proprio mondo interiore in modo potente ma allo stesso tempo con semplicità, in una modalità estremamente autonoma e in un clima di accoglienza e accettazione.

Art&Mindfulness, il percorso 

 

Il dubbio: quando cuore e mente sono aggrovigliati nell’indecisione

A volte scelte e decisioni ci sembrano così difficili che mente e cuore sembrano dimorare in un bosco intricato, avviluppati da emozioni contrastanti, e dove non riusciamo a capire quale sia la scelta migliore da fare, che rispecchia davvero il nostro bisogno e desiderio più profondo.

E’ allora che la consapevolezza profonda ci viene in aiuto, permettendoci di accostarci senza pregiudizi al nostro vero sé e alla nostra saggezza più profonda…è così che comprendiamo quale sia la cosa migliore per noi e  come, a volte, sia la strada dimenticata, forse la più difficile e meno percorsa quella più autentica, che ci avvicina alla pace e alla gioia…

La strada che non presi

Due strade divergevano in un bosco giallo

e mi dispiaceva non poterle percorrere entrambe

ed essendo un solo viaggiatore, rimasi a lungo

a guardarne una fino a che potei

Poi presi l’altra, perché era altrettanto bella,

e aveva forse l’ aspetto migliore,

perché era erbosa e meno consumata;

Sebbene il passaggio le avesse rese

quasi simili

ed entrambe quella mattina erano lì uguali

con foglie che nessun passo aveva annerito.

Oh, misi da parte la prima per un altro giorno!

Pur sapendo come una strada porti ad un’altra,

dubitavo se mai sarei tornato indietro.

Lo racconterò con un sospiro

da qualche parte tra anni e anni:

due strade divergevano in un bosco, e io –

io presi la meno percorsa,

e quello ha fatto tutta la differenza.

Robert Frost

La strada meno percorsa...

The Road Not Taken

Two roads diverged in a yellow wood,

And sorry I could not travel both

and be one traveler, long I stood

And looked down one as far as I could

Then took the other, as just as fair,

And having perhaps the better claim,

Because it was grassy and wanted wear,

Though as for the passing there

Had worn them really about the same,

And both that morning equally lay

In leaves no step had trodden black.

Oh, I kept the first for another day!

Yet knowing how way leads on to way,

I doubted if I should ever come back.

I shall be telling this with a sigh

Somewhere ages and ages hence:

Two roads diverged in a wood, and I–

I took the one less traveled by,

and that has made all the difference.

Robert Frost

Alle radici della creatività, Arte e Mindfulness

IMG_20141206_170940111

In base alla mia esperienza, trovo che tra la Mindfulness e l’espressione artistica e creativa esista un continuum che passa attraverso la centratura, il rilassamento e la curiosità per il momento presente, alla radice di ogni processo creativo in cui si mantenga una seria esplorazione delle possibilità offerte dalla tecnica, che deve essere già posseduta con un buon livello di padronanza.

Sono molti anni che nei miei seminari offro una combinazione di tecniche meditative e di tecniche artistiche, per favorire l’espressione in modalità non verbale di emozioni talvolta difficili da descrivere a parole, talvolta dolorose o un po’ sfuocate…

A volte l’espressione creativa viene proposta prima della meditazione, per facilitare la focalizzazione e la calma in un modo familiare.

Corso dedicato al Tong Len all'ILTK di Pomaia nel 2006

Spesso invece la mediazione artistica segue l’esperienza meditativa, permettendo di esprimere in modalità sensoriale gli stati mentali ottenuti durante la meditazione, dando visibilità a ciò che potrà essere raggiunto nuovamente ma che è difficile, talvolta, esprimere col linguaggio discorsivo anche a se stessi. Allo stesso tempo, durante l’espressione creativa viene mantenuto un livello di attenzione profondo e univoco, proporzionato naturalmente alle capacità di ciascuno e paragonabile alla centratura che si ottiene dall’esercizio della consapevolezza sul corpo in movimento.

IMG_20141206_175513849

Ho progettato una serie di 8 incontri dedicati alla Gentilezza verso di sé con particolare cura verso le relazioni, viste come l’espressione dinamica rivolta agli altri del rapporto che abbiamo verso noi stessi. Sono basati sulla consapevolezza non giudicante della Mindfulness e sull’espressione artistica che porta all’esterno l’esperienza vissuta interiormente, mantenendo l’accento nel presente. Uno degli incontri è un intensivo di 7 ore, in cui verrà coltivata la creatività lasciando che sbocci nel silenzio delle parole e, quando non si tratta di un percorso individuale, possa essere condiviso nell’accoglienza silenziosa del gruppo.

 

 

 

Yoga e Autotrascendenza

Il saluto al Sole

I risultati di una ricerca condotta da La Sapienza e dalla Fondazione Santa Lucia IRCCS
Yoga e neuroscienze: il link non è diretto e immediato ma indubbiamente c’è.  La pratica dello yoga, soprattutto negli individui che raggiungono livelli elevati di esperienza, sembra essere in grado di plasmare sia il corpo che la mente tramite la attività fisica e la meditazione. Una ricerca su persone con esperienza Yoga condotta dall’Università Sapienza di Roma e dall’IRCCS Fondazione Santa Lucia ha dimostrato come lo stile cognitivo, cioè la prospettiva che si prende nell’analizzare una scena, sia in diretta relazione con l’inclinazione dell’uomo verso gli aspetti più spirituali dell’esistenza misurata da un costrutto psicologico definito auto-trascendenza.

I partecipanti allo studio sono stati selezionati sulla base della loro esperienza con Asthanga yoga, una pratica che mette un accento particolare sul corpo e le sensazioni che da esso provengono. L’Ashtanga viene infatti praticato in luoghi senza specchi così che la corretta esecuzione delle posizioni (asanas) sia affidata completamente alla capacità del praticante di “sentire” il proprio corpo senza vederlo. La ricerca ha coinvolto 21 praticanti di yoga e un gruppo di controllo composto da soggetti senza esperienza in pratiche meditative e/o sportive.

L’esercitazione attraverso la quale è stato misurato lo stile cognitivo dei partecipanti ha valutato l’integrazione di informazioni provenienti da diversi sistemi sensoriali come la vista, il sistema vestibolare e la consapevolezza della posizione del corpo nello spazio; durante l’esercitazione si chiedeva al partecipante di ruotare un’asta fissata al centro di una cornice quadrata, fino a portarla in posizione verticale. L’esperimento è stato condotto in una stanza buia dove non era possibile accedere ad alcuna informazione visiva, ad esclusione degli stimoli presentati al soggetto.

Lo studio ha rivelato che i praticanti di yoga sono assai più accurati quando si tratta di stimare la verticalità e che hanno dei punteggi di auto trascendenza più alti rispetto al gruppo di controllo. La scoperta più interessante riguarda la relazione tra lo stile cognitivo utilizzato nella percezione dell’ambiente e l’auto-trascendenza; tanto più le persone sono auto-trascendenti e tanto più elaborano l’immagine sulla base dei suoi dettagli.

E’ importante sottolineare che la relazione tra stile cognitivo e auto-trascendenza non è stata trovata nel gruppo di controllo. Ed è possibile affermare che chi pratica lo yoga mostra una predisposizione a vivere la propria vita a contatto con l’aspetto più spirituale della propria esistenza. I ricercatori hanno ipotizzato che la relazione tra auto trascendenza e stile cognitivo sia dovuta ad una particolare capacità dei praticanti di yoga di essere più a contatto con il proprio corpo rispetto ai controlli e, per questo motivo, sono in grado di analizzare meglio le informazioni corporee.

E’ verosimile che tali indicazioni possano permettere una loro applicazione anche nella riabilitazione di pazienti con lesioni del Sistema Nervoso.

La ricerca è stata condotta da Francesca Fiori (Sapienza Università di Roma e IRCCS Fondazione Santa Lucia) e Salvatore Maria Aglioti (Sapienza Università di Roma e IRCCS Fondazione Santa Lucia), con la collaborazione di Nicole David (Dipartimento di Neurofisiologia e Patofisiologia, University Medical Center Hamburg-Heppendorf, Germania).

Fiori F., David N., Aglioti S.M (2014) Processing of proprioceptive and vestibular body signals and self-transcendence in Ashtanga yoga practitioners. Front. Hum. Neurosci. 8:734. Doi: 10:3389/fnhum.2014.00734
ref. link http://www.hsantalucia.it/modules.php?name=News&file=article&sid=923

Consapevolezza dei movimenti mentali

Brain Wave

Non escogitare nulla con i pensieri, quali aspettative o preoccupazioni. Ciò non significa, d’altra parte, che devi cessare completamente l’attenzione come se fossi svenuto o caduto nel sonno. Piuttosto, dovresti legare [la tua attenzione] al pilastro dell’attenzione mentale allo scopo di non divagare, ed appostare la tua vigilanza per essere consapevole di ogni movimento mentale. Mantieni con fermezza la presa della tua attenzione mentale su ciò che ha la natura di chiarezza e consapevolezza e trattienilo nella sua interezza. Se la tua mente dovesse produrre qualsiasi pensiero, semplicemente riconoscilo. O, come faresti con il tuo avversario in un duello, recidi i pensieri immediatamente non appena si verificano. Una volta che tu li abbia completamente tagliati via e che tu abbia stabilizzato la mente,quindi, senza perdere attenzione mentale, sciogli e rilassa la sua tenuta. Così come è stato detto,”Allenta e rilassa la sua ferma tenuta ed esiste lo stato stabilizzato della mente”. E da un’altra parte, “quando la mente intrappolata in un groviglio è rilassata, si libera senza alcun dubbio” Così come in queste asserzioni, rilassati ma senza divagare.

(Il Primo Panchen Lama, Losang-chokyi-gyaltsen (Pan-chen Blo-bzang chos-kyi rgyal-mtshan)

tradotto in inglese da Alexander Berzin luglio 1996 (per questa trad.italiana P.Garberi)

Nutrire il proprio equilibrio

IMG_20140803_195736335_HDREntrare in contatto con la nostra sofferenza può aiutarci a nutrire la nostra compassione e può metterci in grado di riconoscere la felicità quando c’è. Se non siamo in contatto con il dolore, non possiamo sapere che cosa sia la vera felicità: il contatto con la sofferenza, quindi, è la nostra pratica.

Ognuno di noi però ha dei limiti, non possiamo fare più di quanto possiamo. Ecco perchè dobbiamo prenderci cura di noi stessi.

Se ascolti troppo la sofferenza e la rabbia degli altri, ne verrai contagiato; sarai in contatto soltanto con la sofferenza, forse non avrai l’opportunità di essere in contatto anche con altri elementi positivi’ e questo distruggerà il tuo equilibrio.

Nella vita quotidiana, dunque, devi praticare in modo da essere in contatto anche con elementi che non esprimano continuamente sofferenza: gli uccelli, il cielo, gli alberi, i fiori, i bambini, qualunque cosa porti freschezza, guarigione e nutrimento in te e intorno a te.

Thich Nhat Hanh, “Spegni il fuoco della rabbia”, 2001

Perché meditare…

barcone_cadaveri_pozzallo

Questo è il luogo di coloro che sono pieni di grande compassione, di coloro i cui cuori rimangono profondamente toccati in amore e saggezza, finché qualcuno ancora si lamenta nella sofferenza, nella miseria e dolore.

Questo è il luogo di coloro che sono eternamente impegnati per il benessere e l’illuminazione di tutta la realtà.

Qui è il luogo di coloro che danno espressione a se stessi seduti in meditazione e percorrendo tutti i sentieri dell’esistenza.

Profondamente radicati nella meditazione, sono allo stesso tempo totalmente preoccupati di aiutare tutti gli esseri, scendendo al fondo delle cose, colmi di rispetto per tutti coloro che sono già risvegliati.

-Avatamsaka Sutra “La Scrittura dell’Inconcepibile Liberazione”

Spesso ci si domanda se il tempo dedicato alla meditazione non sia una perdita di tempo…Io non penso, possiamo immaginare che durante la meditazione ci ritiriamo nel tronco, al cuore di noi stessi dove risiede la nostra energia, e durante la nostra quotidianità lasciamo vivere i fiori e le foglie che sbocciano alle estremità dei nostri “rami”…per questo è particolarmente adatta a chi svolge professioni di aiuto, e a chi deve sostenere altre persone anche in modi diversi…

Cose strane e meravigliose

La tua mente sarà calma in qualsiasi circostanza, come una limpida pozza nella foresta.

Ogni genere di meravigliosi animali rari verranno a bere nella pozza d’acqua, e tu potrai vedere chiaramente la natura di tutte le cose.

Vedrai molte cose strane e meravigliose che vanno e vengono, ma resterai calmo. Questa è la felicità del Buddha.

Ajahn Chah

Consapevolezza della Terra

SAMSUNG

Cara Madre,

Ovunque sia la terra, acqua, roccia o aria, tu sei là, nutrendomi e dandomi la vita.

Tu sei presente in ogni cellula del mio corpo…Sei più del mio semplice ambiente. Sei niente di meno che me stessa…Ti prometto di essere consapevole che la tua salute e benessere sono la mia stessa salute e benessere. So che ho bisogno di mantenere viva in me questa consapevolezza, perché noi siamo entrambi pacifici, felici, in salute e forti.


—Thich Nhat Hanh, Lettera d’amore alla Terra.