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Grati al corpo

 

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IL SECONDO OGGETTO DELLA PIENA CONSAPEVOLEZZA

Consapevolezza del corpo

Inspiro e sono consapevole di tutto il mio corpo. Espiro e sono
c
onsapevole di tutto il mio corpo.

Durante la pratica della meditazione, corpo e mente diventano un’unità. Quando ci sediamo o ci mettiamo coricati, quando stiamo in piedi o camminiamo, possiamo praticare la consapevolezza del corpo, cominciando a prendere in considerazione prima le diverse parti anatomiche una per una, e poi l’organismo nel suo complesso. Possiamo cominciare dai capelli e poi scendere fino alla punta dei piedi. Per esempio, nella posizione della meditazione seduta, dopo che avete raggiunto una respirazione regolare, cominciate con l’espirare e osservate: “Espiro e sono consapevole dei miei capelli”, “Inspiro e sono consapevole del contenuto del mio cranio”. Potete continuare così finché non raggiungete la punta dei piedi. Nel corso della pratica, possono sorgere alcune sensazioni o
considerazioni. Per esempio, mentre sto passando attraverso il cuore, d’improvviso mi accorgo che in me è sorta l’ansia per le condizioni del cuore di un caro amico. Non respingo questa sensazione. La riconosco: “Inspiro e sono consapevole di essere in ansia per le
condizioni del cuore del mio amico”. Poi continuate il viaggio di osservazione del corpo, sotto la supervisione della piena consapevolezza del respiro.

Ecco un altro esempio. Mentre divento consapevole dei miei organi digestivi, vedo milioni di minuscoli esseri che vivono con me, nelle mie viscere. Non respingo questa percezione, semplicemente la riconosco: “Inspiro e sono consapevole dei minuscoli organismi che vivono con me e in me”. La consapevolezza della relazione simbiotica con questi organismi può colpirvi come un ricco oggetto di meditazione. Riconoscetelo come tale e datevi un appuntamento per ritornarci più tardi: poi continuate col vostro viaggio di osservazione nel resto del corpo.

Generalmente, diamo poca importanza agli organi del nostro corpo. Ne siamo consapevoli solo quando provocano dolore o quando cominciano ad ammalarsi. Magari passate metà della vita cercando ricchezze e fama e non avete mai carezzato il vostro mignolo del piede in vigile consapevolezza. Il mignolo è molto importante. È stato gentile con voi per tanti anni, e se un giorno notaste che ha qualcosa che potrebbe essere un cancro, cosa fareste?

Forse pensate che essere consapevoli del corpo non sia molto importante. Ma non è vero. Ogni fenomeno fisiologico, psicologico o fisico può diventare una porta che conduce alla verità. Meditando sul vostro dito del piede potete raggiungere la realizzazione. Il segreto di questa pratica è concentrare la mente per osservare ogni organo del corpo in piena consapevolezza. Praticando così, un giorno (forse domani o persino questo pomeriggio) potrete vedere cose profonde e meravigliose, che cambieranno le vostre opinioni e il vostro stile di vita. I vostri capelli sembrano molto comuni, ma dovreste sapere che sono ambasciatori di verità: dategli credito. Osservateli bene e scoprirete il messaggio che ogni singolo capello contiene in sé. I vostri occhi sono comuni fenomeni fisiologici? Sono le finestre che si aprono al miracolo della realtà. Non trascurate niente. Guardate in profondità, e vedrete. Ecco cos’è la pratica della meditazione.

Thich Nhat Hanh

“Respira, sei vivo!”, 1994 Astrolabio

Nutrire il proprio equilibrio

IMG_20140803_195736335_HDREntrare in contatto con la nostra sofferenza può aiutarci a nutrire la nostra compassione e può metterci in grado di riconoscere la felicità quando c’è. Se non siamo in contatto con il dolore, non possiamo sapere che cosa sia la vera felicità: il contatto con la sofferenza, quindi, è la nostra pratica.

Ognuno di noi però ha dei limiti, non possiamo fare più di quanto possiamo. Ecco perchè dobbiamo prenderci cura di noi stessi.

Se ascolti troppo la sofferenza e la rabbia degli altri, ne verrai contagiato; sarai in contatto soltanto con la sofferenza, forse non avrai l’opportunità di essere in contatto anche con altri elementi positivi’ e questo distruggerà il tuo equilibrio.

Nella vita quotidiana, dunque, devi praticare in modo da essere in contatto anche con elementi che non esprimano continuamente sofferenza: gli uccelli, il cielo, gli alberi, i fiori, i bambini, qualunque cosa porti freschezza, guarigione e nutrimento in te e intorno a te.

Thich Nhat Hanh, “Spegni il fuoco della rabbia”, 2001

Consapevolezza della Terra

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Cara Madre,

Ovunque sia la terra, acqua, roccia o aria, tu sei là, nutrendomi e dandomi la vita.

Tu sei presente in ogni cellula del mio corpo…Sei più del mio semplice ambiente. Sei niente di meno che me stessa…Ti prometto di essere consapevole che la tua salute e benessere sono la mia stessa salute e benessere. So che ho bisogno di mantenere viva in me questa consapevolezza, perché noi siamo entrambi pacifici, felici, in salute e forti.


—Thich Nhat Hanh, Lettera d’amore alla Terra.