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Alle radici della creatività, Arte e Mindfulness

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In base alla mia esperienza, trovo che tra la Mindfulness e l’espressione artistica e creativa esista un continuum che passa attraverso la centratura, il rilassamento e la curiosità per il momento presente, alla radice di ogni processo creativo in cui si mantenga una seria esplorazione delle possibilità offerte dalla tecnica, che deve essere già posseduta con un buon livello di padronanza.

Sono molti anni che nei miei seminari offro una combinazione di tecniche meditative e di tecniche artistiche, per favorire l’espressione in modalità non verbale di emozioni talvolta difficili da descrivere a parole, talvolta dolorose o un po’ sfuocate…

A volte l’espressione creativa viene proposta prima della meditazione, per facilitare la focalizzazione e la calma in un modo familiare.

Corso dedicato al Tong Len all'ILTK di Pomaia nel 2006

Spesso invece la mediazione artistica segue l’esperienza meditativa, permettendo di esprimere in modalità sensoriale gli stati mentali ottenuti durante la meditazione, dando visibilità a ciò che potrà essere raggiunto nuovamente ma che è difficile, talvolta, esprimere col linguaggio discorsivo anche a se stessi. Allo stesso tempo, durante l’espressione creativa viene mantenuto un livello di attenzione profondo e univoco, proporzionato naturalmente alle capacità di ciascuno e paragonabile alla centratura che si ottiene dall’esercizio della consapevolezza sul corpo in movimento.

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Ho progettato una serie di 8 incontri dedicati alla Gentilezza verso di sé con particolare cura verso le relazioni, viste come l’espressione dinamica rivolta agli altri del rapporto che abbiamo verso noi stessi. Sono basati sulla consapevolezza non giudicante della Mindfulness e sull’espressione artistica che porta all’esterno l’esperienza vissuta interiormente, mantenendo l’accento nel presente. Uno degli incontri è un intensivo di 7 ore, in cui verrà coltivata la creatività lasciando che sbocci nel silenzio delle parole e, quando non si tratta di un percorso individuale, possa essere condiviso nell’accoglienza silenziosa del gruppo.

 

 

 

Consapevolezza dei movimenti mentali

Brain Wave

Non escogitare nulla con i pensieri, quali aspettative o preoccupazioni. Ciò non significa, d’altra parte, che devi cessare completamente l’attenzione come se fossi svenuto o caduto nel sonno. Piuttosto, dovresti legare [la tua attenzione] al pilastro dell’attenzione mentale allo scopo di non divagare, ed appostare la tua vigilanza per essere consapevole di ogni movimento mentale. Mantieni con fermezza la presa della tua attenzione mentale su ciò che ha la natura di chiarezza e consapevolezza e trattienilo nella sua interezza. Se la tua mente dovesse produrre qualsiasi pensiero, semplicemente riconoscilo. O, come faresti con il tuo avversario in un duello, recidi i pensieri immediatamente non appena si verificano. Una volta che tu li abbia completamente tagliati via e che tu abbia stabilizzato la mente,quindi, senza perdere attenzione mentale, sciogli e rilassa la sua tenuta. Così come è stato detto,”Allenta e rilassa la sua ferma tenuta ed esiste lo stato stabilizzato della mente”. E da un’altra parte, “quando la mente intrappolata in un groviglio è rilassata, si libera senza alcun dubbio” Così come in queste asserzioni, rilassati ma senza divagare.

(Il Primo Panchen Lama, Losang-chokyi-gyaltsen (Pan-chen Blo-bzang chos-kyi rgyal-mtshan)

tradotto in inglese da Alexander Berzin luglio 1996 (per questa trad.italiana P.Garberi)

Nutrire il proprio equilibrio

IMG_20140803_195736335_HDREntrare in contatto con la nostra sofferenza può aiutarci a nutrire la nostra compassione e può metterci in grado di riconoscere la felicità quando c’è. Se non siamo in contatto con il dolore, non possiamo sapere che cosa sia la vera felicità: il contatto con la sofferenza, quindi, è la nostra pratica.

Ognuno di noi però ha dei limiti, non possiamo fare più di quanto possiamo. Ecco perchè dobbiamo prenderci cura di noi stessi.

Se ascolti troppo la sofferenza e la rabbia degli altri, ne verrai contagiato; sarai in contatto soltanto con la sofferenza, forse non avrai l’opportunità di essere in contatto anche con altri elementi positivi’ e questo distruggerà il tuo equilibrio.

Nella vita quotidiana, dunque, devi praticare in modo da essere in contatto anche con elementi che non esprimano continuamente sofferenza: gli uccelli, il cielo, gli alberi, i fiori, i bambini, qualunque cosa porti freschezza, guarigione e nutrimento in te e intorno a te.

Thich Nhat Hanh, “Spegni il fuoco della rabbia”, 2001

Cose strane e meravigliose

La tua mente sarà calma in qualsiasi circostanza, come una limpida pozza nella foresta.

Ogni genere di meravigliosi animali rari verranno a bere nella pozza d’acqua, e tu potrai vedere chiaramente la natura di tutte le cose.

Vedrai molte cose strane e meravigliose che vanno e vengono, ma resterai calmo. Questa è la felicità del Buddha.

Ajahn Chah

La pratica della consapevolezza ci regala la capacità di osservare il nostro mondo interno, e cioè noi stessi, con i nostri bisogni, i nostri difetti, le nostre qualità.

Mente come un bocciolo

Possiamo avvicinarci al cuore della nostra mente permettendole di aprirsi come un bocciolo al calore del sole. Infatti, se abbracciamo noi stessi con uno sguardo non giudicante, sentiremo sorgere una spontanea compassione verso la nostra natura più intima, che potrà guidarci a fare le scelte più appropriate per noi stessi, e gradualmente otterremo delle trasformazioni nel nostro mondo interiore ed esteriore, quindi nelle nostre esperienze.

Il regalo è quello di metterci di fronte allo specchio di uno sguardo affettuoso ma realistico, l’unico che può aiutarci ad attraversare i naturali alti e bassi della nostra vita.