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Mari mossi storti

Solstizio

Da sempre l’arte costituisce, in tutte le culture, non solo un modo per comunicare e per rappresentare, ma anche un modo per dare voce a ciò che ancora è indefinito nelle parole.

Da quando la rappresentazione è stata delegata alla fotografia, sempre più accessibile e prolifica con le tecniche digitali degli ultimi decenni, noi tutti abbiamo appreso a comunicare per immagini, dato che, come dice il proverbio, un’immagine vale mille parole.

Ma talvolta è il significato stesso ad essere ancora indefinito, poco chiaro. Forse perché il contenuto ci spaventa, o è in movimento, o forse perché è doloroso e  troppo pericoloso avvicinarsi. Ma proprio in queste occasioni manca l’elaborazione, che si può completare soltanto nella condivisione e dal rispecchiamento nella relazione.

Ecco allora che le immagini vengono in aiuto, e la funzione dell’artista diventa quella, evocativa, di comunicare stati emotivi e psichici rappresentandoli, dando voce a chi non padroneggia la tecnica che spesso è costretta ad uscire dal figurativo, trasmutando essa stessa facendosi onda e isola nel suo farsi pressione, sbriciolamento del pastello e viscosità dell’olio in un verde troppo trasparente che inciampa nella trama della tela, diventando Cadmio pesante che si impone con il suo corpo spesso, blu di Phthalo che sa accompagnare verso la gioia…

Così, quando nei nostri cuori sentiamo un mare tempestoso a cui non sappiamo dare un nome, troviamo equilibrio nella musica, ed esprimiamo visioni per raccontare e comprendere.

Ecco che in queste occasioni l’arte e la consapevolezza convergono, permettendo entrambe lo stesso sguardo innocente ed acuto sull’abisso di terrore come sull’effimera schiuma, diventando quella tavola da surf che ci permette di galleggiare vigili, nonostante la tempesta del nostro umore storto.

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Integrazioni e intersezioni

Negli ultimi decenni, i metodi e le diverse tecniche della Meditazione e le pratiche della Mindfulness sono entrate nei campi della Psicologia, della Psicoterapia e della Medicina mente-corpo, dimostrando con crescente evidenza clinica la loro efficacia nel ridurre lo stress, riducendo la depressione e l’ansia, migliorando la qualità della vita, migliorando il benessere, migliorando la funzione immunitaria, inducendo l’abbassamento della pressione sanguigna ed altri diversi benefici in ambiti dove sia efficace l’approccio non verbale.
D’altra parte, già in precedenza si era visto il crescente utilizzo delle arti nella guarigione attraverso la promozione di arte terapia, danza / movimento terapia, musicoterapia, teatro terapia, psicodramma, la terapia narrativa e della poesia, e l’integrazione delle diverse arti espressive, in collaborazione con le loro applicazioni cliniche in continua espansione e supportate dalla ricerca.
Oggi i neuroscienziati possono testimoniare gli effetti positivi ed i cambiamenti nella direzione della guarigione che meditatori e arti terapeuti hanno sperimentato sia attraverso la propria esperienza sia per mezzo del loro lavoro con altri.

Attraverso l’uso del Brain imaging , del monitoraggio cardiaco e di altre misure fisiologiche, i neuroscienziati sono in grado di documentare gli specifici cambiamenti che registrano l’efficacia di questi approcci.
Le terapie basate sulla mindfulness si stanno espandendo in psicoterapia, soprattutto nei modelli della psicoterapia cognitiva di terza generazione e sono in aumento le applicazioni relative alla salute, mentre le arti terapie stanno continuando a portare risultati positivi ad una grande varietà di popolazioni cliniche.

Nei miei interventi propongo spesso l’intersezione di questi due approcci di cui ho fatto esperienza personale e che che insegno da molti anni, i quali permettono di avvicinarsi al proprio mondo interiore in modo potente ma allo stesso tempo con semplicità, in una modalità estremamente autonoma e in un clima di accoglienza e accettazione.

Art&Mindfulness, il percorso 

 

Alle radici della creatività, Arte e Mindfulness

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In base alla mia esperienza, trovo che tra la Mindfulness e l’espressione artistica e creativa esista un continuum che passa attraverso la centratura, il rilassamento e la curiosità per il momento presente, alla radice di ogni processo creativo in cui si mantenga una seria esplorazione delle possibilità offerte dalla tecnica, che deve essere già posseduta con un buon livello di padronanza.

Sono molti anni che nei miei seminari offro una combinazione di tecniche meditative e di tecniche artistiche, per favorire l’espressione in modalità non verbale di emozioni talvolta difficili da descrivere a parole, talvolta dolorose o un po’ sfuocate…

A volte l’espressione creativa viene proposta prima della meditazione, per facilitare la focalizzazione e la calma in un modo familiare.

Corso dedicato al Tong Len all'ILTK di Pomaia nel 2006

Spesso invece la mediazione artistica segue l’esperienza meditativa, permettendo di esprimere in modalità sensoriale gli stati mentali ottenuti durante la meditazione, dando visibilità a ciò che potrà essere raggiunto nuovamente ma che è difficile, talvolta, esprimere col linguaggio discorsivo anche a se stessi. Allo stesso tempo, durante l’espressione creativa viene mantenuto un livello di attenzione profondo e univoco, proporzionato naturalmente alle capacità di ciascuno e paragonabile alla centratura che si ottiene dall’esercizio della consapevolezza sul corpo in movimento.

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Ho progettato una serie di 8 incontri dedicati alla Gentilezza verso di sé con particolare cura verso le relazioni, viste come l’espressione dinamica rivolta agli altri del rapporto che abbiamo verso noi stessi. Sono basati sulla consapevolezza non giudicante della Mindfulness e sull’espressione artistica che porta all’esterno l’esperienza vissuta interiormente, mantenendo l’accento nel presente. Uno degli incontri è un intensivo di 7 ore, in cui verrà coltivata la creatività lasciando che sbocci nel silenzio delle parole e, quando non si tratta di un percorso individuale, possa essere condiviso nell’accoglienza silenziosa del gruppo.