Ascolta dalla presenza

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Sii presente. Sii qui.
Senti i tuoi piedi sul terreno,
la tua pancia che si alza e si abbassa.
Sii aperto e ricettivo
Alla vita intorno a te.
Il suono, l’odore, i sapori.
Sentimenti che si sollevano inaspettatamente.
Un fremito nella pancia.
Una contrazione nella gola.
Pesantezza sulla testa.
Una vecchia tristezza che ci viene a far visita.
Sii curioso quando il momento danza.

Ascolta. Ascolta con tutto il tuo corpo.
Ascoltati. Ascolta gli altri.
Ascolta il silenzio fra le parole.
Lascia che il silenzio rimanga più a lungo.
Non c’è fretta. Non c’è nessun “miglior” momento a cui tendere.
Il silenzio non ha sempre bisogno di essere riempito.
Sii nudo. Più lento.
Sappi un pochino meno di ciò che stai per dire.
Sii meno preparato, più incasinato,
più incline ad esporre il tuo cuore vulnerabile.
Sii sorpreso della tua stessa risposta.
Non ottundere te stesso con le solite vecchie storie.
Combatti per i tuoi bisogni. E’ giusto. Tu sei contenuto.
Lascia le tue parole emergere dal silenzio e ritornarvi.

Nota se stai parlando solo per evitare il silenzio.
Nota se rigurgiti storie che ti sono state raccontate prima.
Nota se stai cercando di fare colpo o vincere amore.
O evitare di essere visto per ciò che davvero sei.

Amico è nel silenzio che davvero ci incontriamo.
Il vero intendimento è oltre la mente.
L’amore è senza parole; e non ha più bisogno di parlare.
Ascolta il silenzio; è vulcanico.

– Jeff Foster

Gustare la gioia

La belle vert

“Inspiro e provo gioia. Espiro e provo gioia”.

Potete praticare questo esercizio scrivendo una lista di tutte le cose che vi danno gioia.

Ma, anche qui, non dite “inspiro e provo gioia” solo a parole. Dovete sentire davvero in voi questa gioia. Inspirando non ho il cancro, non ho avversione, sono ancora molto giovane, in buona salute, sono così fortunata da essere in contatto con la pratica.

Fate una lista scritta di tutte le cose positive in voi e attorno a voi, in modo da poter essere davvero in contatto con la vostra gioia e trarne nutrimento. In Occidente le persone confondono l’eccitazione con la felicità. Molti giovani fraintendono e pensano che gioia e felicità siano la stessa cosa. Hanno molta eccitazione, ma non sono veramente felici.

In realtà gioia e felicità sono due cose diverse. Per fare un esempio, se ci siamo persi in un deserto e all’improvviso vediamo in lontananza un’oasi, iniziamo a sentire gioia ed eccitazione perché sappiamo che presto avremo acqua da bere. Quando arriviamo a bere quell’acqua, l’eccitazione inizia a diminuire. Nella nostra gioia c’è un po’ di pace, perché ora stiamo bevendo davvero. Gustiamo realmente quella gioia: ecco, la felicità è assaporare fino in fondo quell’acqua, non è la gioia eccitata di quando stavamo pregustando quel bere.

Per essere felici dobbiamo vivere in profondità il momento presente. Respiriamo con gioia, consapevoli di avere già molte condizioni per la felicità. Entriamo in contatto con tali condizioni, rallegrandocene e vivendole con pienezza.

I sedici esercizi del Sutra Anapanasati (il quinto esercizio)

Commento del venerabile maestro Thich Nhat Hanh, tratto da due discorsi di Dharma tenuti il 18 e 22 gennaio 1998 a Plum Village.

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La belle verte, di Coline Serrau 1996 Guarda il film completo in italiano

Mari mossi storti

Solstizio

Da sempre l’arte costituisce, in tutte le culture, non solo un modo per comunicare e per rappresentare, ma anche un modo per dare voce a ciò che ancora è indefinito nelle parole.

Da quando la rappresentazione è stata delegata alla fotografia, sempre più accessibile e prolifica con le tecniche digitali degli ultimi decenni, noi tutti abbiamo appreso a comunicare per immagini, dato che, come dice il proverbio, un’immagine vale mille parole.

Ma talvolta è il significato stesso ad essere ancora indefinito, poco chiaro. Forse perché il contenuto ci spaventa, o è in movimento, o forse perché è doloroso e  troppo pericoloso avvicinarsi. Ma proprio in queste occasioni manca l’elaborazione, che si può completare soltanto nella condivisione e dal rispecchiamento nella relazione.

Ecco allora che le immagini vengono in aiuto, e la funzione dell’artista diventa quella, evocativa, di comunicare stati emotivi e psichici rappresentandoli, dando voce a chi non padroneggia la tecnica che spesso è costretta ad uscire dal figurativo, trasmutando essa stessa facendosi onda e isola nel suo farsi pressione, sbriciolamento del pastello e viscosità dell’olio in un verde troppo trasparente che inciampa nella trama della tela, diventando Cadmio pesante che si impone con il suo corpo spesso, blu di Phthalo che sa accompagnare verso la gioia…

Così, quando nei nostri cuori sentiamo un mare tempestoso a cui non sappiamo dare un nome, troviamo equilibrio nella musica, ed esprimiamo visioni per raccontare e comprendere.

Ecco che in queste occasioni l’arte e la consapevolezza convergono, permettendo entrambe lo stesso sguardo innocente ed acuto sull’abisso di terrore come sull’effimera schiuma, diventando quella tavola da surf che ci permette di galleggiare vigili, nonostante la tempesta del nostro umore storto.

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Integrazioni e intersezioni

Negli ultimi decenni, i metodi e le diverse tecniche della Meditazione e le pratiche della Mindfulness sono entrate nei campi della Psicologia, della Psicoterapia e della Medicina mente-corpo, dimostrando con crescente evidenza clinica la loro efficacia nel ridurre lo stress, riducendo la depressione e l’ansia, migliorando la qualità della vita, migliorando il benessere, migliorando la funzione immunitaria, inducendo l’abbassamento della pressione sanguigna ed altri diversi benefici in ambiti dove sia efficace l’approccio non verbale.
D’altra parte, già in precedenza si era visto il crescente utilizzo delle arti nella guarigione attraverso la promozione di arte terapia, danza / movimento terapia, musicoterapia, teatro terapia, psicodramma, la terapia narrativa e della poesia, e l’integrazione delle diverse arti espressive, in collaborazione con le loro applicazioni cliniche in continua espansione e supportate dalla ricerca.
Oggi i neuroscienziati possono testimoniare gli effetti positivi ed i cambiamenti nella direzione della guarigione che meditatori e arti terapeuti hanno sperimentato sia attraverso la propria esperienza sia per mezzo del loro lavoro con altri.

Attraverso l’uso del Brain imaging , del monitoraggio cardiaco e di altre misure fisiologiche, i neuroscienziati sono in grado di documentare gli specifici cambiamenti che registrano l’efficacia di questi approcci.
Le terapie basate sulla mindfulness si stanno espandendo in psicoterapia, soprattutto nei modelli della psicoterapia cognitiva di terza generazione e sono in aumento le applicazioni relative alla salute, mentre le arti terapie stanno continuando a portare risultati positivi ad una grande varietà di popolazioni cliniche.

Nei miei interventi propongo spesso l’intersezione di questi due approcci di cui ho fatto esperienza personale e che che insegno da molti anni, i quali permettono di avvicinarsi al proprio mondo interiore in modo potente ma allo stesso tempo con semplicità, in una modalità estremamente autonoma e in un clima di accoglienza e accettazione.

Art&Mindfulness, il percorso 

 

Imagine all the people Living for today…

REPEATING CORRECTING BYLINE - Flowers and candles are placed near the scene of a shootin the day after a series of deadly attacks in Paris , November 14, 2015.      REUTERS/Yves Herman - RTS71U5
REPEATING CORRECTING BYLINE – Flowers and candles are placed near the scene of a shootin the day after a series of deadly attacks in Paris , November 14, 2015. REUTERS/Yves Herman – RTS71U5

 

Imagine there’s no heaven
It’s easy if you try
No hell below us
Above us only sky
Imagine all the people
Living for today…

Imagine there’s no countries
It isn’t hard to do
Nothing to kill or die for
And no religion too
Imagine all the people
Living life in peace…

You may say I’m a dreamer
But I’m not the only one
I hope someday you’ll join us
And the world will be as one

Imagine no possessions
I wonder if you can
No need for greed or hunger
A brotherhood of man
Imagine all the people
Sharing all the world…

You may say I’m a dreamer
But I’m not the only one
I hope someday you’ll join us
And the world will live as one

……………………………………………………………………………..

 

Immaginate che non ci sia alcun paradiso
Se ci provate è facile
Nessun inferno sotto di noi
Sopra di noi solo il cielo
Immaginate  tutta le gente
Che vive solo per l’oggi

Immaginate che non ci siano patrie
Non è difficile farlo
Nulla per cui uccidere o morire
Ed anche alcuna religione
Immaginate tutta la gente
Che vive la vita in pace

Si potrebbe dire che io sia un sognatore
Ma io non sono l’unico
Spero che un giorno vi unirete a noi
Ed il mondo sarà come un’unica entità

Immaginate che non ci siano proprietà
Mi domando se si possa
Nessuna necessità di cupidigia o brama
Una fratellanza di uomini
Immaginate tutta le gente
Condividere tutto il mondo

Si potrebbe dire che io sia un sognatore
Ma io non sono l’unico
Spero che un giorno vi unirete a noi
Ed il mondo sarà come un’unica entità.

 

 

Imagine – John Lennon

Di John Lennon

Dall’album: Imagine – EMI, 1971

http://www.riflessioni.it/testi_canzoni/lennon.htm

Emozioni nel corpo

Il primo fondamento della presenza mentale è il corpo…un bellissimo esercizio di consapevolezza trasformato in esperimento!

girovita

Nummenmaa et al_Bodily map of emotion

Quante volte abbiamo percepito le emozioni nel corpo?

Leggerezza o senso di essere bloccati, tachicardia, rossori, lo stomaco che si chiude e la bocca che si secca…Le emozioni sono spesso (o sempre?) percepite nel corpo, ed in molti approcci teorici è stato proposto che il feedback somatosensoriale sia il principale attivatore delle esperienze emotive coscienti, che verranno poi etichettate in seguito alle valutazioni personali, dovute alla storia individuale.

In questo lavoro di Lauri Nummenmaa et al. (2013), sono state create mappe di sensazioni corporee associate con emozioni diverse utilizzando un metodo self-report topografico unico. In cinque esperimenti, ai 701 partecipanti sono stati mostrate due sagome di corpi accanto a parole emotive, storie, film, o espressioni facciali. Sono stati invitati a colorare le zone del corpo la cui attività si sentivano aumentare o diminuire durante la visualizzazione di ogni stimolo. Emozioni diverse sono state così univocamente associate a mappe statisticamente separabili di sensazioni fisiche, attraverso alcuni…

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Guidare il respiro alla verità

Luna piena

“Nonostante la malattia di corpo o mente, a dispetto di accecante disperazione o di fede abituale, tu sei interezza.

Non lasciare che nulla ti separi dalla verità. L’anima, illuminata da dentro anela ad essere conosciuta per quello che è.

Eterno, incontaminato dal fuoco o dalle tempeste della vita, c’è un luogo all’interno dove quiete e pace durevole risiedono. Si può guidare il respiro ad andare lì.

Nonostante il dubbio o i giri mentali senza speranza, non sei spezzato. Lo spirito circonda, abbraccia, ti riempie dall’interno verso l’esterno. Rilascia tutto ciò che non è la tua vera natura.  Ciò che resta, la pienezza, luce e ombra, afferma tutto ciò che il tuo naturale diritto. ”
-Danna Faulds  (libera traduzione)

Despite illness of body or mind, in spite of blinding despair or habitual belief, who you are is whole.

Let nothing keep you separate from the truth. The soul, illumined from within, longs to be known for what it is.

Undying, untouched by fire or the storms of life, there is a place inside where stillness and abiding peace reside. You can ride the breath to go there.

Despite doubt or hopeless turns of mind, you are not broken. Spirit surrounds, embraces, fills you from the inside out. Release everything that isn’t your true nature. What’s left, the fullness, light and shadow, claim all that as your birthright.”
Danna Faulds

Aberrazioni temporali osservando il cambiamento

 

 

Metamorfosi eterna

“Se il passato è passato, lo è solo rispetto al presente.

Io dico “passato” appunto perché lo dico adesso, il passato non è che un ricordo nel presente. In sé, il passato in quanto passato non esiste.

E lo stesso vale per il futuro: neppure il futuro, in quanto futuro, esiste.

La nostra “tragedia” è essere sempre di passaggio e non fermarci nel presente, non godere il presente. Io, a questo proposito, ho anche inventato una “parolaccia”: tempiternità.

Pensare che l’eternità venga dopo il tempo è, filosoficamente parlando, un’aberrazione. Se è eternità, è eternità: cioè non è temporale. L’eternità non viene dopo il tempo.

Cogliere i momenti tempiterni in ogni istante è la chiave della felicità. Se io so che sono mortale, come posso consolarmi per il fatto che vivrò ottant’anni oppure di più? Tutto ciò è puramente accidentale!

Ciò che devo fare è approfittare di questo singolo, preciso momento, che è unico. Sono chiamato ad avere consapevolezza dell’unicità.”

Raimon Panikkar

da “Il silenzio e l’ascolto: Conversazioni con Panikkar, Jodorowsky, Mandel e Rocchi”, Franco Battiato

Il dubbio: quando cuore e mente sono aggrovigliati nell’indecisione

A volte scelte e decisioni ci sembrano così difficili che mente e cuore sembrano dimorare in un bosco intricato, avviluppati da emozioni contrastanti, e dove non riusciamo a capire quale sia la scelta migliore da fare, che rispecchia davvero il nostro bisogno e desiderio più profondo.

E’ allora che la consapevolezza profonda ci viene in aiuto, permettendoci di accostarci senza pregiudizi al nostro vero sé e alla nostra saggezza più profonda…è così che comprendiamo quale sia la cosa migliore per noi e  come, a volte, sia la strada dimenticata, forse la più difficile e meno percorsa quella più autentica, che ci avvicina alla pace e alla gioia…

La strada che non presi

Due strade divergevano in un bosco giallo

e mi dispiaceva non poterle percorrere entrambe

ed essendo un solo viaggiatore, rimasi a lungo

a guardarne una fino a che potei

Poi presi l’altra, perché era altrettanto bella,

e aveva forse l’ aspetto migliore,

perché era erbosa e meno consumata;

Sebbene il passaggio le avesse rese

quasi simili

ed entrambe quella mattina erano lì uguali

con foglie che nessun passo aveva annerito.

Oh, misi da parte la prima per un altro giorno!

Pur sapendo come una strada porti ad un’altra,

dubitavo se mai sarei tornato indietro.

Lo racconterò con un sospiro

da qualche parte tra anni e anni:

due strade divergevano in un bosco, e io –

io presi la meno percorsa,

e quello ha fatto tutta la differenza.

Robert Frost

La strada meno percorsa...

The Road Not Taken

Two roads diverged in a yellow wood,

And sorry I could not travel both

and be one traveler, long I stood

And looked down one as far as I could

Then took the other, as just as fair,

And having perhaps the better claim,

Because it was grassy and wanted wear,

Though as for the passing there

Had worn them really about the same,

And both that morning equally lay

In leaves no step had trodden black.

Oh, I kept the first for another day!

Yet knowing how way leads on to way,

I doubted if I should ever come back.

I shall be telling this with a sigh

Somewhere ages and ages hence:

Two roads diverged in a wood, and I–

I took the one less traveled by,

and that has made all the difference.

Robert Frost